La banda Casaroli




Nell’indagare su quattro rapine in banca compiute alla fine degli anni ’50 da un trio di giovani, un poliziotto arriva a Bologna in casa di Paolo Casaroli che lo uccide e si dà alla fuga con il complice Corrado Minguzzi, seminando morte e terrore in città. Casaroli, ferito, è arrestato e Minguzzi si uccide. Anche Gabriele Ingenis, il terzo rapinatore, finisce suicida. Scomposto nei suoi elementi, il 2? lungometraggio di Vancini merita molti elogi, ma manca di una vera necessità narrativa. I 3 personaggi sono ben disegnati e interpretati (specialmente il Corrado di Brialy), ma non approfonditi nel loro retroterra e nelle ragioni della loro scelta criminosa sullo sfondo dello sbandamento di una certa gioventù nell’Italia del dopoguerra. Scritto dal regista con S. Perrucchi, S. Strucchi e F. Zardi, il film fu largamente sforbiciato (e indebolito) in postproduzione.