Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa

Maria Sarti, una giovane romana che recita in piccoli teatri all’aperto, sogna di diventare una vera attrice di prosa. Dopo alcune infelici esperienze – dapprima con un attore di varietà poi in una compagnia di napoletani che recitano Shakespeare in dialetto – è costretta dalla fame a improvvisarsi cantante in un cabaret di Napoli. Inventrice della “mossa” – un movimento d’anca che manda in visibilio un pubblico di provinciali – Maria scandalizza i benpensanti e subisce un processo per oscenità dal quale esce assolta. Trasferitasi poi a Torino, diventa il richiamo della “buona società”, fa innamorare di sé un giovane ufficiale e sfida a duello una dama dell’aristocrazia. Sempre in cerca del vero amore – s’era innamorata al principio della carriera di Antonio, un povero pianista di idee socialiste, poi emigrato in America – Maria si unisce infine a un gruppo di futuristi, salvo abbandonarli, delusa, per ripetere, di fronte ai soldati in partenza per il fronte, la “mossa” che l’a resa celebre.